REGGIO EMILIA (31 gennaio 2010) – “E’ la prima volta che mi esibisco per sostenere una squadra di calcio,
ma dal momento che è una squadra di calcio femminile addirittura in serie A, ma ben venga!”, dice Dario Fo dell’evento organizzato dalla Reggiana Calcio Femminile, cui ha accettato di aderire, mostrando di condividere gli ideali del progetto Fuorigioco alla violenza, in cui s’inscrive. Il mondo dello sport, della cultura e della musica, uniti sullo stesso palco per dare un calcio al pregiudizio razziale e di genere, fuori e dentro gli stadi.
Domenica 31 gennaio, al Palasport di Reggio Emilia, assieme al Nobel, si sono esibiti niente meno che Nomadi, Modena City Ramblers, Bruna Bretoni, I Gang, Fabrizio Varchetta & Witko, Gasparazzo, Damiano Tommasi, Daniele Lugli. La città, accorsa nonostante l’imprevista nevicata, ha dato il suo sostegno all’iniziativa, coinvolta dal clima di grande umanità creatosi al palazzetto. Come nessun altro, Dario Fo ha saputo avvicinare il pubblico, letteralmente sceso dalle gradinate in tutt’ordine. Se non è questa una riprova di cosa possono fare le donne!
Da anni, la Reggiana femminile e il suo presidente Betty Vignotto, ex giocatrice e capitano della Nazionale Italiana, investono sull’aspetto educativo dello sport e sulla cultura della competizione. “Nei momenti di scarsità di risorse, gli anelli più deboli della società sono i primi a risentirne in modo massiccio, così appunto gli sport femminili o quelli ritenuti minori secondo attenzione mediatica e logiche di mercato – spiega il Presidente – Perché alle ragazze non venga a mancare la possibilità di scegliere e confrontarsi con gli altri, abbiamo deciso di organizzare questo evento per autofinanziarci”.
Tre scudetti, due Coppa Italia, una Uefa Women’s Cup disputata, quinta stagione consecutiva in serie A, ma l’ex giocatrice in serie A e oggi dirigente della Reggiana calcio femminile e responsabile del settore giovanile Maria Grazia Azzolini si mostra più orgogliosa dei premi ottenuti al valore sportivo, che non delle posizioni in classifica: “Nella trentennale storia della nostra squadra, abbiamo cercato di proporre un modo di vivere il calcio rispettoso delle compagne di squadra dei diversi paesi, ospitale nei confronti delle avversarie e leale in campo – dice la dirigente – Il nostro impegno, in tal senso, è stato riconosciuto dal Premio Lealtà Enel, che tre anni fa ha permesso di illuminare Piazzale Casotti, e dal Premio Coppa Disciplina, per due anni conseguito”. E conclude: “L’evento di ieri al Palasport, nato da un’idea di Piero Nasutti, è un passo ulteriore su questo percorso”.
Nel presentare le sue ragazze, l’allenatrice della prima squadra Milena Bertolini ha appunto ricordato: “La Reggiana calcio femminile è l’unica squadra della provincia attualmente in massima serie: non trova confronti nel calcio maschile, nel basket e nella pallavolo – elenca il mister – Eppure non ha ancora uno sponsor degno di questo nome”. Bertolini invita all’equità nella distribuzione delle risorse: “Forte è la presenza femminile nel mondo delle cooperative reggiane, speriamo nell’anno nuovo pensino di destinare risorse allo sport di casa, secondo criteri di merito”.
Per informazioni: fuorigiocoallaviolenza.blogspot.com.
(Alessandra Azzolini)